Quando definisci l'operazione booleana devi indicare in modo esplicito gli elementi (operatori e obiettivi) che vengono coinvolti. Questi vengono memorizzati in un'apposita tabella interna che gestisce le operazioni tra solidi, e vengono riconosciuti per mezzo del numero identificativo univoco. Questo numero non viene duplicato 8ovviamente9 se si duplica un elemento.
Se consideriamo che uno stesso elemento può concorrere a più operazioni booleane, anche nidificate, e in alcune può essere operatore, in altre obiettivo, penso che la scelta dei programmatori sia stata prudenziale. Meglio un metodo di lavoro lineare.
Mi chiedo invece cosa succede se un operatore, per esempio, viene diviso in due. Es. editando il perimetro di un solaio in modo che si autointersechi, viene spezzato in due. una parte mantiene il cvecchio identificativo (e conserva l'operazione booleana) l'altra parte ne acquisisce uno nuovo, e viene automaticamente estromessa dall'operazione... immagino che funzioni così.